domenica 4 agosto 2013

Motivare gli studenti e i figli: funziona promettere qualcosa in cambio?

Sono d'accordo nel dire che uno stimolo importante possa (e debba) esser dato: potrebbe capitare che alcune attività vengano del tutto ignorate dai ragazzi solo perché oggi non rientrano tra le proprie preferenze.

Penso che ci siano comunque tanti modi di motivare: anche creare un clima di gioco e divertimento può motivare indirettamente il bambino, anche nei confronti di un'attività lontana dalla sue preferenze.

Inoltre, uno degli aspetti centrali da tenere in considerazione quando si parla di motivazione è il seguente: "concedere qualcosa in cambio" ad un bambino in modo che si impegni nei confronti di
un'attività (che altrimenti non farebbe) ritengo sia molto rischioso... Mi capita spessissimo di sentire frasi del genere "Se finisci di fare i compiti ti do il gelato", oppure "Se finisci di mangiare quello che hai nel piatto ti porto al parco"... nel breve termine mi rendo conto che sia una leva efficace (ci fa portare a casa il risultato), ma nel lungo termine cosa comporta?

Ogni volta che promettiamo qualcosa in cambio, rischiamo di alimentare nel bambino l'atteggiamento del futuro adulto che si impegnerà non per sé stesso, per gli altri o per seguire le sue inclinazioni e passioni, ma per ricevere qualcosa in cambio.

Tra l'altro il presupposto di chi si impegna per ricevere qualcosa in cambio qual è? Il presupposto è che "manca qualcosa". La maggior parte delle attività allora rischiano di essere svolte più per
colmare un bisogno, che non per il desiderio di farle.

Siamo sempre in tempo per aggiustare la mira, anche sui modi che abbiamo sempre usato per relazionarci con i nostri figli o studenti...